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Question time in Aula dell'Unione di Centro - Illustra e replica l'on. Michele Vietti

25/03/2009
 
Question time n. 3-00456: Dati e modalità di utilizzo dei fondi erogati dallo Stato per il premio letterario Grinzane Cavour. Illustrazione dell'onorevole MICHELE GIUSEPPE VIETTI. Grazie, signor Presidente. L'inchiesta in corso sul premio Grinzane Cavour ha fatto emergere un quadro inquietante di distrazioni e di malversazioni: milioni di euro provenienti dall'Unione europea, dal Ministero per i beni e le attività culturali (le stime giornalistiche parlano di 6 milioni, ma il Ministro sarà più puntuale sul punto) e dalla regione Piemonte sono stati dirottati dall'uso pubblico all'uso privato. Si parla di risorse dilapidate in spese faraoniche, carovane di beneficiari spesso indebiti, costi di eventi spropositati, scatole cinesi che dirottavano i contributi al soggetto privato, referenti nell'ente pubblico erogatore parenti del beneficiario. Noi vogliamo sapere - ovviamente almeno per quanto riguarda la parte di competenza del Ministero - come tutto ciò può essere successo senza che nessuno se ne accorgesse; se le procedure di erogazione e di rendicontazione sono state corrette e verificate; se vi sono altri casi Grinzane Cavour. Risposta del Governo. SANDRO BONDI, Ministro per i beni e le attività culturali. Signor Presidente, tenuto conto dei tempi previsti mi limito ad accennare ad alcune informazioni di particolare entità, facendo presente sin d'ora che farò pervenire all'onorevole presidente Vietti tutti gli allegati della documentazione in nostro possesso, relativa alle contribuzioni assegnate. In particolare, all'associazione premio Grinzane Cavour sono stati concessi dal Ministero per i beni e le attività culturali, nel corso degli anni, finanziamenti a vario titolo, per un ammontare complessivo di circa 8,5 milioni di euro. Sottolineo che ad oggi risultano già effettuate su tale complessiva disponibilità erogazioni pari a 6,874 milioni di euro. Devo evidenziare peraltro che alcune di queste somme sono state direttamente previste da disposizioni legislative. Mi riferisco in particolare alla legge n. 291 del 2003, che ha disposto uno specifico finanziamento di 2 milioni di euro, somma che è stata interamente utilizzata per l'acquisto della sede di Torino dell'associazione Grinzane Cavour. La stessa legge ha disposto un finanziamento complessivo di 1.050.000 euro per il triennio 2003-2005 a favore del comitato Adele Alfieri, per la ristrutturazione e la valorizzazione del castello di Grinzane Cavour. In merito a quest'ultimo finanziamento preciso che l'intera somma è stata assegnata dalla competente direzione generale a favore del soggetto beneficiario e che ad oggi risultano ancora da rendicontare circa 149.000 euro. Aggiungo che con altra legge, precisamente la n. 29 del 2001, è stata autorizzata la spesa di 49 milioni di euro per il finanziamento su tutto il territorio nazionale, per il triennio 2001-2003, di interventi su beni culturali. Le relative somme erano per legge assegnate direttamente ai soggetti proprietari, possessori o detentori dei beni, sotto la vigilanza della competente soprintendenza del Ministero. In sede di programmazione, con apposito decreto del maggio 2001, sono stati individuati gli interventi da effettuare, tra i quali il restauro architettonico ed il recupero funzionale del castello di Castiglione d'Asti, di proprietà del comune e dallo stesso affidato in comodato d'uso all'associazione premio Grinzane Cavour, nonché la realizzazione del museo del territorio del sud Piemonte, da collocarsi nel medesimo castello. Il 19 marzo scorso ho disposto una serie di verifiche sull'esito di tutti i finanziamenti erogati, che mi impegno a trasmettere tempestivamente all'onorevole Vietti, per una successiva fase di riflessione. Mi permetto tuttavia di rilevare che i finanziamenti sono stati tutti disposti prima del mio incarico come Ministro per i beni e le attività culturali. Ma questo ha poca importanza. In questa vicenda, infatti, l'errore più grande sarebbe, a mio avviso, quello di unirsi ai tardivi fustigatori del professor Soria. Al di là delle questioni giudiziarie, infatti, credo che sia più utile e più serio chiedersi se vi è qualcosa che possiamo imparare da questa triste vicenda. A questo riguardo, due intellettuali come Luca Ricolfi e Alessandro Baricco hanno condotto le analisi e le riflessioni, a mio avviso, più serie e costruttive per il futuro. Il motore della fiorente industria degli eventi culturali - ha detto Ricolfi - è un patto reciprocamente vantaggioso tra politici e uomini di cultura, dove i primi cercano di allargare il proprio consenso, mentre i secondi, cioè gli uomini di cultura, sono ben felici di promuovere se stessi e la propria immagine, non soltanto mediante le loro opere, bensì partecipando attivamente ad ogni sorta di manifestazione culturale. Concludo, signor Presidente. Il problema fondamentale è quello della libertà e dell'autonomia della cultura, che deve essere, quindi, liberata dalle opposte concezioni di una cultura come strumento per allargare il consenso politico. A questo riguardo - e concludo - ha ragione Baricco, quando ha affermato che bisognerebbe abituarsi all'idea che il denaro pubblico può e deve fare un passo indietro, e quando ha ammonito a non aver paura di lasciare il campo all'iniziativa privata, riservando al denaro pubblico il sostegno alla qualità, o a spostare l'attenzione, le intelligenze e le risorse su scuole e televisione, dove si combatte la battaglia per la difesa dei valori e della cultura (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Replica dell'onorevole MICHELE GIUSEPPE VIETTI. Signor Presidente, ringrazio il Ministro per la sua cortesia e per la disponibilità a procedere anche ad ulteriori approfondimenti e a fornire le informazioni - non solo al sottoscritto, ma credo al Parlamento, che ha interesse ad ottenerle -, soprattutto sulle rendicontazioni di queste cifre, che sono molto ingenti. Anch'io ho apprezzato gli interventi di Baricco e di Ricolfi. Anch'io sono d'accordo che, soprattutto in una situazione di grande crisi economica e finanziaria, quale è quella che stiamo vivendo, con le famiglie che non arrivano alla fine del mese, sia bene fare un uso molto più oculato e prudente delle risorse pubbliche sul fronte della cultura, distinguendo dove è necessario un intervento diretto, non solo dello Stato, ma anche degli enti pubblici, e dove è bene, invece, lasciare spazio ai privati. Abbiamo visto, infatti, che l'eccesso di discrezionalità nelle erogazioni crea delle vere e proprie corti, in cui si crea una commistione di interessi tra il soggetto erogatore e il beneficiario, in un circuito perverso che, alla fine, penalizza le risorse pubbliche. Signor Ministro, sono d'accordo con lei che non bisogna individuare in Soria l'unico cavaliere nero ma, proprio per evitare di non far tesoro di questa vicenda, è bene che ciascuno - e, dunque, anche il Ministero - faccia una verifica ed un'analisi per capire se vi sono altri «casi Soria», altri «casi Grinzane», in modo che, per una volta, magari, la politica arrivi prima della magistratura e non ci si lamenti sempre e soltanto delle interferenze dei magistrati. Forse, converrà pensare anche ad un più generale sistema di accreditamento degli interventi culturali. Se per la fornitura dei servizi sanitari, assistenziali e di istruzione, i soggetti che partecipano devono avere requisiti prefissati e sistemi tariffari predeterminati, non si capisce perché la cultura, in cui le due somme in ballo sono così consistenti, invece, possa essere affidata semplicemente ad un sistema di discrezionalità legato totalmente all'intuitus personae. Questo meccanismo, come purtroppo questa vicenda tristemente dimostra, è generatore inevitabilmente di abusi e di scorrettezze, quando non di reati. Proprio perché il «caso Soria» non venga demonizzato in sé - lasciamo che la magistratura faccia il suo corso ed i suoi accertamenti in autonomia - non siamo qui noi a cercare le responsabilità individuali - è necessario adottare delle buone pratiche, anche sulla scorta di questa esperienza, per evitare di trovarci, tra qualche mese o tra qualche anno, a lamentare un altro «caso Soria» (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro). - PER VISUALIZZARE E/O SCARICARE IL PDF CLICCARE SU "ATTI DI INDIRIZZO E CONTROLLO" E QUINDI SUL "QUESTION TIME N. 3-00456". -