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Dichiarazione di voto finale Udc su dl "Obblighi comunitari"

19/11/2009
 
Disegno di legge: S. 1784 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee (Approvato dal Senato) (A.C. 2897) (Dichiarazioni di voto finale). MAURO LIBÈ. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, ieri - non possiamo dimenticarlo - è stata una giornata triste per quest'Aula perché un Governo senza numeri ha deciso di rinunciare alle proprie convinzioni. Ieri, viste le numerose bocciature subite, avete deciso di accogliere tutti i rimanenti ordini del giorno - che erano tanti - e sui quali era stato appena espresso, con fermezza e con convenzione, un parere totalmente di segno opposto. O vi eravate sbagliati - e allora bisognerebbe fare un'autoanalisi sulla capacità di governare - o il Governo si è arreso e questo ci rammarica un po' perché dopo tante richieste di dialogo sui temi concreti che sono venute dalla nostra parte politica e alle quali voi avete risposto nei fatti con dei muri ovvero con provvedimenti che erano blindati, siete andati oltre e vi siete arresi direttamente. Si direbbe dalle mie parti «Troppa grazia, Sant'Antonio»! Oppure il mio timore è che non abbiate alcuna considerazione di quanto si discute e si decide in quest'Aula. Tra il silenzio assordante dei parlamentari di maggioranza almeno noi abbiamo la possibilità e la libertà di dire quello che pensiamo e di spiegare le nostre idee. Si è trattato di un silenzio grave, coperto totalmente dagli organi di informazione che ieri sera non hanno fatto sapere nulla - e sottolineo nulla - ai cittadini italiani di quanto avveniva in quest'Aula. Però devo dire che questo provvedimento è coerente con la vostra azione di Governo e dimostra continuità nella totale incapacità di fare le grandi riforme organiche, quelle riforme che vuole quella parte del Paese che guarda avanti, quella parte del mondo produttivo che non vuole vivere in riserva ma competere in tutto il mondo e che vogliono le famiglie perché hanno veramente a cuore il futuro dei propri figli, quelle riforme che non avete ancora saputo realizzare. Allora continuate con coerenza, come dicevo, nella frammentarietà degli interventi - un pezzettino qua, un pezzettino là - e senza coraggio inserite quello che cercate di vendere come un manifesto politico nei provvedimenti che arrivano. Ma quando non c'è organicità di idee ed organizzazione del lavoro si va poco lontano, e ieri avete dimostrato tutto questo: bene lo ha detto il collega Tassone quando vi ha chiarito che non c'erano i requisiti d'urgenza perché i provvedimenti molte volte, anzi quasi sempre, dormono nei due rami del Parlamento, a seconda di dove avviene l'avvio dell'iter, per colpe della maggioranza. Non c'era nemmeno la necessità di inserire norme estranee in questo provvedimento, che diventa come quei tram su cui salgono tutti: voi volete tener fuori gli extracomunitari, ma sulle vostre leggi sale di tutto! Dunque, quando non si discute sui temi importanti e non si entra nel merito succede quello che è successo ieri: si torna ad un dibattito totalmente ideologico (lo abbiamo visto), un dibattito che non serve ai cittadini ma solo a scontrarci un po' in queste Aule. L'UdC - lo ribadiamo - ritiene che l'acqua sia un bene importantissimo e necessario, come riconosciuto da tutti, alla vita dell'uomo; e proprio per questo, a differenza degli altri, vogliamo che sia erogato della qualità migliore e ai costi migliori. Visto che siamo abituati alle domande, vorrei allora fare qualche domanda anche ai fautori del pubblico a tutti i costi. Vorrei che si domandassero come mai, quando si gira per il mondo e si va nei grandi alberghi a cinque stelle, troviamo la caraffa d'acqua del rubinetto sul tavolino in camera; o come mai le multiutility investono in tutti i rami tranne che in quello dell'acqua; o come mai i Governi - tutti i Governi, quello di Prodi l'altra volta a fronte di miei emendamenti ed il vostro - non investono sulla manutenzione delle condotte dell'acqua, dove la perdita è superiore al 30 per cento (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro). Ma come mai in Italia il consumo di acqua minerale è più del doppio di quello del secondo consumatore europeo? Un motivo ci sarà, e lo chiedo ai sostenitori del pubblico, ma questo dimostra che il dibattito è finto perché la discussione non è tra pubblicizzare e privatizzare: la discussione deve essere riportata sulle modalità di gestione. Le ideologie si sono dimostrate anche nel dibattito di ieri. Guardate, io dico quasi tutti - perché magari ne ho perso qualcuno - ma coloro che sono intervenuti ieri hanno parlato tutti di privatizzazione, quasi nessuno di liberalizzazione. Noi che abbiamo sostenuto e continuiamo a ripetere che in ogni campo non si può passare dal monopolio pubblico al monopolio privato, vogliamo ribadire alcuni concetti. Lo ha detto bene ieri l'onorevole Galletti: il pubblico affida tramite gare trasparenti, senza monopoli precostituiti come esistono già adesso, con regole chiare; il privato gestisce. Il pubblico controlla e revoca le concessioni se il privato non segue i canoni stabiliti (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro). È questo passaggio che manca, ma che non può essere inserito in una legge come questa: ci vuole un dibattito serio e tutti quelli che la pensano così si devono ritrovare su una modalità di erogare un servizio che non può che migliorare la concorrenza ed avviare quella competizione positiva per dare una risposta - lo dico a tutti - a quelle famiglie che diciamo sempre che fanno fatica ad arrivare a fine mese, ma cui tocca comprarsi l'acqua minerale! Ed invece potrebbero spendere molto, molto di meno pagando l'acqua del rubinetto un euro, un euro mezzo - o quello che è - al metro cubo, il che vuol dire un millesimo di euro a litro: anche questo sarebbe un segnale di attenzione a chi sta meno bene in questo Paese, invece lo scontro ideologico ci porta ancora o di qua o di là. Signori del Governo, signor Presidente, voteremo contro questo provvedimento perché peggiora la situazione e non risolve i problemi, mantiene i monopoli che qualcuno dice che verrebbero scardinati ed un sistema vincolato che non permette la concorrenza. Noi speravamo - lo abbiamo sperato dal primo giorno di questo Governo - di poter contribuire dal nostro ruolo di opposizione costruttiva e seria ad adottare provvedimenti che potessero servire a migliorare la vivibilità in questo Paese. Dopo, ormai, quasi due anni di Governo, ci rendiamo conto che voi non siete in grado di darci il minimo appiglio per collaborare a migliorare la situazione di un Paese che continua ad annaspare. Per questo motivo voteremo «no» su questo provvedimento, e siamo pronti ad aprire un confronto se si vorrà, nel futuro, dare veramente una soluzione ad un problema, a un tema vitale come quello della mancanza di acqua, della qualità che non è ancora ai livelli che vogliamo, di un servizio che deve essere fornito alle famiglie che dite sempre di voler aiutare (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro - Congratulazioni). - PER VISUALIZZARE E/O SCARICARE IL PDF CLICCARE SU "INTERVENTI" E QUINDI SCEGLIERE L'INTERVENTO IN AULA DA SCARICARE. -