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Question time in Aula dell'Unione di Centro - Illustra l'on. Libè e replica l'on. Casini

07/07/2010
 
Question time n. 3-01161: Chiarimenti in merito al pagamento delle sanzioni comminate all'Italia per il superamento delle quote latte assegnate. Illustrazione dell'onorevole MAURO LIBE'. Signor Presidente, signor Ministro, un anno fa in quest'Aula abbiamo approvato la legge Zaia, che permetteva agli evasori recidivi di sanare a poco prezzo la loro posizione. Fu un regalo ai furbi a danno degli onesti, che con tanta fatica hanno rispettato le leggi e ricordiamo che questi furbi sono quantificati nell'1,5 per cento di tutti i produttori di latte nel nostro Paese. Si è trattato di un'evasione, come la abbiamo chiamata allora e come la chiamiamo oggi, che è costata al Paese due miliardi di euro circa ad oggi; due miliardi di euro che ha pagato tutto il Paese, non una categoria, non qualcheduno; sono due miliardi di euro che potevano essere utilizzati per tutta l'agricoltura e non solo per una parte. Oggi si disconosce anche quella legge e si vuole di più: si vogliono bloccare i pagamenti! Era scandaloso ieri ed è devastante oggi. Avevamo ragione allora ad opporci, abbiamo ancora più ragione oggi. La legalità di chi ha chiesto questa legge, ovvero la legalità della Lega, metteva sullo stesso piano chi ha evaso e quei produttori che ancora oggi, per acquistare le quote e produrre latte, stanno pagando le rate del mutuo alle banche. Questa è la situazione. Oggi, a maggior ragione, ci troviamo al Senato con la presentazione da parte del relatore di un emendamento che formalmente chiede questo. Signor Ministro, ci aspettiamo dalla sua risposta una posizione ferma, non per quanto chiediamo noi, ma per quanto chiedono gli allevatori che sono sui campi a lavorare - e non in mezzo alle piazze a protestare - per quegli allevatori e per tutti quei cittadini onesti che rispondono alle regole (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro). Risposta del Governo. GIANCARLO GALAN, Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. Signor Presidente, speravo di non dovere intervenire più sulla questione delle quote latte e consideravo finita la vicenda. Non è così, allora tanto vale proporre un brevissimo riepilogo all'interno dei tre minuti. Il Comando dei carabinieri delle politiche agricole e alimentari ha diffuso una relazione di approfondimento, che è stata da alcuni variamente interpretata, in modo da richiedere una interruzione delle operazioni di prelievo. La relazione è stata oggetto di un'attenta analisi da parte del competente Dipartimento ministeriale, dell'Agea e del commissario straordinario, che giunsero tutti e tre alla stessa conclusione e cioè che nessun elemento oggettivo può supportare l'ipotesi che in passato si siano verificate irregolarità di entità tale da incidere in modo apprezzabile sul calcolo del prelievo. Gli approfondimenti ministeriali hanno quindi confermato le conclusioni a cui erano arrivate tutte le commissioni di indagine, ben cinque, in dieci anni di lavoro ad oggi. La questione delle multe sulle quote latte è effettivamente costata 1,7 milioni di euro di mancati trasferimenti europei al nostro Paese. Voglio ricordare anche che la legge 30 maggio 2003, n. 119, aveva previsto la possibilità, di cui molti produttori hanno approfittato, di rateizzare il prelievo dovuto e che la legge 9 aprile 2009, n. 33, ha autorizzato una nuova rateizzazione del debito pregresso. Circa la richiesta di sospensione dei pagamenti, la Commissione europea - e anche questo va ben sottolineato -, interpellata in proposito nel mese di dicembre, ha negato nel modo più assoluto tale possibilità. Pertanto mi sembra che non sia possibile sospendere la riscossione del prelievo in nessuna delle forme attualmente in atto. Nell'ambito della manovra finanziaria in corso di esame al Senato, il relatore ha effettivamente presentato questa mattina un emendamento che sospende la riscossione del prelievo. Su questa norma sono assolutamente contrario (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Partito Democratico, Unione di Centro, Italia dei Valori e Misto-Alleanza per l'Italia): è la contrarietà del 95 per cento degli operatori del settore, è la contrarietà di tutte le organizzazioni agricole, è la contrarietà del Parlamento e più in particolare di quasi tutte le forze politiche di questa Camera che l'anno scorso costrinsero al ritiro i presentatori di identici emendamenti. È la contrarietà della Commissione europea che aprirebbe nei nostri confronti una procedura di infrazione con conseguenze disastrose economicamente a carico dell'erario, è la contrarietà della legalità, della trasparenza, dei comportamenti onesti derivanti dall'ordinamento comunitario e da quello nazionale. Non voglio credere alla possibilità che una norma siffatta sia approvata: se lo sarà, farò le valutazioni che il caso richiede e che gli insegnamenti che mi sono stati impartiti impongono (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Partito Democratico, Unione di Centro, Italia dei Valori e Misto-Alleanza per l'Italia). Replica dell'onorevole PIER FERDINANDO CASINI. Signor Ministro, lei ci ha chiuso la bocca e siamo contenti che ce l'abbia chiusa perché una volta tanto da parte di un rappresentante del Governo è venuta una presa di posizione pulita, onesta e trasparente, su cui siamo totalmente e pienamente d'accordo, ed un messaggio semplice ma chiaro, ossia che in questo Paese non la si può sempre fare franca, che ogni tanto arriva il momento in cui le leggi vanno rispettate. Questa mattina vi sono state manifestazioni di persone non autosufficienti e di invalidi davanti al Parlamento (e in Italia non vi sono solo finti invalidi ma anche invalidi reali) e vi sono state manifestazioni dei cittadini de L'Aquila che, nonostante le tante cose che il Governo ha fatto, si trovano in condizioni drammatiche. Queste persone ci segnalano una sola cosa, una sola esigenza: la legalità e il rispetto delle leggi. Se questo emendamento presentato dal relatore - che dice testualmente: «al fine di fare fronte alla grave crisi (...) in cui versa il settore lattiero-caseario (...) il pagamento degli importi previsti dai piani di rateizzazione (...) è sospeso fino al 31 dicembre 2010» - venisse approvato dalla maggioranza, contraddirebbe palesemente, da un lato, ad un'esigenza di onestà e di legalità, dall'altro, ad un'esigenza più volte fatta presente da noi dell'opposizione (non solo da noi, ma anche dall'Italia dei Valori, dal Partito Democratico, da tutti). Ma soprattutto, da oggi in poi questo emendamento contrasterebbe brutalmente con quello che dice un Ministro della Repubblica onesto cui va tutta la nostra solidarietà (Applausi dei deputati dei gruppi Unione di Centro, Popolo della Libertà e Misto-Alleanza per l'Italia). - PER VISUALIZZARE E/O SCARICARE IL PDF CLICCARE SU "ATTI DI INDIRIZZO E CONTROLLO" E QUINDI SUL "QUESTION TIME N. 3-01161". -